Università del Salento, Lecce

L’EMERGENZA SANITARIA

Consigliamo:
🎬 La visione del film 
📚 La lettura del libro “I flussi informativi per il controllo gestionale e strategico in sanità” di F. Bonadonna, S. Cincimino 
🎶 L’ascolto della canzone

Nessuno, vorrebbe nascere povero, malato e patire le conseguenze di una malattia. Il nostro Stato garantisce personale qualificato che, tramite l’utilizzo di apparecchiature mediche, salva la vita a milioni di persone ogni anno: tutto l’insieme di medici, infermieri, macchinari e materiale medico rientra sotto la voce sanità pubblica.

La sanità italiana implica quindi un diritto ben preciso: il diritto alla salute; in Italia si è sempre parlato di quest’ultima come “sanità per tutti” ovvero: ci si può avvalere di cure mediche e farmaci in qualsiasi momento e in modo gratuito, o al massimo a seconda del reddito pagando un ticket.

Confrontando questo modello con il sistema sanitario americano, la federazione statunitense non regge il confronto, la sanità a stelle e strisce è infatti nelle mani di privati e, se un cittadino non è in possesso di un qualsiasi tipo di assicurazione le cure sono interamente a pagamento: il tampone per il covid-19 (in Italia una spesa pubblica) nel nuovo continente arrivi a costare fino a 3000$.

Di primo acchito sembrerebbe che il nostro sistema di cure sia più efficace rispetto a quello di paesi addirittura più ricchi di noi, ma non è proprio così…

Nel primo modello citato sono presenti alcuni fattori negativi come le lunghissime attese dovute ad una gestione non proprio ottimale – data la mancanza di aggiornamenti del personale, quest’ultimo riscontra difficoltà anche solo a inserire dei dati in un computer -. Inoltre non si può non citare il sempre più esiguo numero di dottori, dovuto anche alle università di Medicina a numero chiuso che impediscono ai giovani connazionali di inseguire i propri sogni: dovrebbe essere lo studente a decidere se intraprendere il percorso di Laurea in medicina e portarlo al termine, non un test!

Inoltre, per poter accedere al mondo del lavoro la laurea con annessa specializzazione non basta, c’è bisogno di un esame abilitante per poter esercitare la professione chiamato esame di Stato. Tuttavia una nota positiva a riguardo sta nel fatto che quest’esame è stato abrogato per l’emergenza pandemia, i medici in questo periodo potranno salvare delle vite a partire dal giorno dopo la loro laurea.

Questi scompensi sono dati da una questione che non si può tralasciare , ovvero i continui tagli alla sanità fatti per far quadrare i bilanci all’interno dello stato. Questo ha portato ad un incremento delle visite private da parte dei dottori (il più delle volte senza rilascio di fattura) e ad una forma di speculazione su materiale sanitario, è inaccettabile infatti che il prezzo di materiale salva vita come una mascherina sia aumentato a dismisura: si è passato da pochi euro per una confezione da 10 , a centinaia di Euro per singolo pezzo.

E’ pur vero che la riduzione dei fondi è stata attuata in momenti meno preoccupanti di questo, tant’è che lo Stato – ora chiamato a rincorrere – si sta mobilitando per l’allestimento di centri di assistenza e ospedali da campo per garantire la “sanità per tutti” anche nelle regioni del Sud. Uno su tutti è  il Dea di Lecce che dispone 126 posti letto: nel 2020 è impensabile che alcuni cittadini siano abbandonati al proprio destino come in altri stati.

Chi mai lascerebbe morire un suo fratello ?