Università del Salento, Lecce

L’omofobia ai tempi del covid-19

L’omofobia ai tempi del covid-19

Chi non esce dal bozzolo non diventa farfalla (Jean-Paul Malfatti)

Consigliamo:
🎬 La visione del film: “Carol” di Todd Haynes
🎶 L’ascolto delle canzoni: “Freddie” dei Pinguini Tattici Nucleari e “Santa Rosalia” di Levante
📚 La lettura del libro “Un giorno questo dolore ti sarà utile” di Peter Cameron e “Golden Boy” di Abigail Tarttelin

In questo periodo di emergenza sanitaria generale vi sono alcune classi sociali messe a dura prova dalle conseguenze del covid19.
Crescono i casi di povertà, di criminalità e si amplifica l’urgenza sanitaria, aumenta il numero dei decessi e dei contagi, senza distinzione di età, sesso, appartenenza ad una precisa area geografica o ad un territorio più o meno sviluppato, e al contempo si assiste alla crescita di casi di discriminazione.

Il fenomeno dell’omofobia dilaga soprattutto a causa di una convivenza e di una reclusione obbligate. Come riporta il Gay.it, principale sito d’informazione e intrattenimento per gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, numerose sono le accuse, le critiche e gli atti discriminatori mossi contro la comunità LGBT+.

E’ il caso di Ben, ballerino omosessuale di ventitré anni, che era in tour con la sua compagnia quando la pandemia è dilagata e si è visto costretto a ritornare nella sua casa di Birmingham che aveva lasciato ai tempi del college quando decise di fare coming-out. Oggi Ben è costretto a subire le denigrazioni da parte del padre omofobo e ad ascoltare le preghiere della madre che si rivolge a Dio affinché il figlio possa essere “liberato dal peccato”. Ne sopporta l’abuso e vive in isolamento ogni minuto di questa quarantena forzata, perché non ha scelta, afferma.

Nel clima attuale di pericolo e minaccia alla salute civile gli atti discriminatori arrivano anche dal web. Ne è un esempio la blogger cristiana Lori Alexander, che attacca la comunità LGBT+ definendola un male peggiore della pandemia. Portatrice dei dettami patriarcali, afferma che la nostra cultura sembra essere messa a repentaglio da omosessuali, madri che praticano gli aborti, genitori che acconsentono al cambio di genere dei propri figli e dalla pornografia, pertanto è convinta che Dio stia utilizzando la pandemia per rimediare a tutti i mali del mondo.

Oltre alla blogger e al pastore americano che vede l’epidemia come una punizione per i genitori di bambini transgender, vi sono i commentatori di Radio Maria convinti che il covid19 sia l’effetto delle unioni civili in Italia e la posizione del rabbino israeliano Meir Mazuz. Egli afferma che la causa della pandemia sia da imputare alla concessione per lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche che rivendicano l’orgoglio omosessuale (Gay Pride). Ecco perché esso sta dilagando prevalentemente in Occidente. Sebbene ci siano alcuni casi di coronavirus anche in Iran, questi sarebbero causa dell’odio degli Iraniani contro Israele, giustifica Mazuz, in quanto l’omosessualità qui è ritenuta illegale e le parate non sono mai state autorizzate. 

“Cambiare il proprio sesso biologico è impossibile, i caratteri sessuali primari e le caratteristiche cromosomiche sono immutabili e non possono essere modificate da nessun ufficio di registro dello Stato civile magiaro”. Con queste parole il premier ungherese Viktor Orban impedisce alle autorità di registrare sui documenti di identità il nuovo gender di qualsiasi persona che abbia cambiato sesso in passato, e sancisce che non sarà più consentito il cambio di genere. Questa decisione colpisce anche coloro che si sono già sottoposti alla transizione, ai quali verrà vietato di sposare un individuo dell’altro sesso, poiché le persone transgender verranno riconosciute dallo Stato con il sesso di nascita. Dunja Mijátovic, commissaria Ue per i diritti umani, ha duramente criticato la legge anti-trans e anti-Lgbt affermando che “le persone Lgbt e transgender hanno diritto a una vita normale senza discriminazioni basata sul diritto all’autodeterminazione” e “le autorità ungheresi devono garantire il loro diritto a procedure rapide e trasparenti per cambiare nome e gender sul registro civile nonché su carte d’identità, passaporti e altri documenti. È un diritto umano fondamentale, il riconoscimento ufficiale di gender è questione di dignità umana”. Secondo Mark Angel e Terry Reintke, copresidenti del gruppo misto omosessuali, lesbiche, transgender all’Europarlamento, la legge voluta da Orbán “è un attacco scandaloso e deliberato alla comunità trans che mira non solo a costringerla al silenzio ma anche a cancellarla e negare la sua esistenza”.

Secondo una delle ultime ricerche de Il Primato Nazionale la popolazione omosessuale è più esposta al rischio di contrarre il coronavirus perché, come afferma il vicedirettore del National Lgbt Cancer Network, gli omosessuali sono più vulnerabili alla possibilità di contrarre l’HIV ed altre infezioni che intaccano le vie respiratorie e il sistema immunitario. Inoltre, nel caso di soggetti contagiati, grande è la discriminazione da parte del personale sanitario che determina un atteggiamento riluttante circa la richiesta di aiuto e tardivo, in situazioni gravi ed urgenti.

Per quanto concerne l’assistenza medica, è opportuno notare come in America, dove il sistema sanitario nazionale si fonda su criteri di natura privatistica, il trattamento medico di soggetti contagiati sia gravemente precario nel caso degli omosessuali. “Just married. Still quarantined” è lo slogan che Mitch e Brian scelgono per il loro striscione, unica decorazione per il proprio matrimonio. Mitch è un libero professionista che convive con il compagno Brian; quando il virus dilaga è preoccupato unicamente dalla possibilità di perdere il lavoro e dalla mancanza di fondi per potersi assicurare l’assistenza sanitaria. Brian, dunque, decide di sposare Mitch, per potergli garantire le cure mediche in caso di necessità. Il loro amore si consolida attraverso un rito domestico, tenuto da un amico ufficiale in presenza di due testimoni scelti a caso nel condominio. Non avranno realizzato il matrimonio dei propri sogni, ma Mitch e Brian ci insegnano che l’amore e salute vengono prima di ogni cosa e si concretizzano con e attraverso atti di cura e semplicità.

“Per non lasciare indietro nessuno” il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Meli assieme alla linea telefonica Rainbow Line ha potenziato il servizio di assistenza psicologica e legale, e di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili grazie all’attivazione di un numero verde e alla collaborazione delle istituzioni. Hanno aderito all’iniziativa, contribuendo a realizzare il video di lancio, diversi personaggi del mondo dello spettacolo, della politica e della cultura italiana: Vladimir Luxuria, Anna Foglietta, la senatrice Monica Cirinnà, il leader delle 6000 Sardine Mattia Sartori, il comico Daniele Gattano, Fabio Canino e Chiara Francini.
Grazie all’impegno attivo e alla partecipazione di numerosi volontari che gestiscono la linea telefonica Rainbow Line, anche le classi a rischio possono sentirsi tutelate. È opportuno coniugare insieme al senso di appartenenza civile la convinzione che tutti i cittadini siano uguali e che debbano ricevere pari opportunità e cure assistenziali per combattere ora più che mai la discriminazione. “Anche a casa, siamo con te!” recita il loro slogan. L’isolamento, infatti, non è soltanto una condizione fisica ma soprattutto una costrizione psicologica.

Quando manca l’accettazione da parte delle proprie figure di riferimento e il supporto necessario ad affrontare le difficoltà e le piccole sfide quotidiane cui la quarantena ci obbliga, si riducono enormemente le possibilità di sviluppare un atteggiamento positivo, necessario per rendere sostenibile e tollerabile la novità, la difficoltà e la scelta in un clima che appare arido e ci pone di fronte ad un’impasse. L’orientamento sessuale non è dettato da una scelta. Al momento della nascita veniamo stereotipati in genere maschile o femminile e ci viene assegnato un colore. Per molti il mondo circostante e la realtà verranno percepiti attraverso la lunghezza d’onda del blu, per altri del rosa, altri decideranno di munirsi di una tavolozza di colori, e non sempre il caleidoscopio permetterà di avere una visione simmetrica, responsiva e accettabile da parte dei propri genitori.

“Freddie stai attento e non dirlo a tuo padre, chissà cosa potrebbe far”. Questo verso è incipit di “Freddie”, brano dei Pinguini Tattici Nucleari, che traduce in versi gli stati d’animo contrastanti di un ragazzo omosessuale cosciente di avere un padre omofobo e violento, e la madre comprensiva ma non fino al punto di difendere e schierarsi per la libertà del figlio. Freddie è stanco di doversi nascondere, di dover sopprimere la sua vera natura e di non ostentarla apertamente, così decide di scappare, sale sul Flixbus e raggiunge Bologna, dove lo aspetta “un cuore purissimo, un cuore testardo”, assaporando per la prima volta nelle braccia del proprio ragazzo il profumo della libertà. In questi giorni, tuttavia, i mezzi di trasporto sono bloccati, ogni spostamento dev’essere giustificato con un’autocertificazione ed è consentito muoversi solo per l’acquisto di beni di prima necessità. Laddove le circostanze diventano insostenibili, tuttavia, sarebbe bello poter allontanarsi spontaneamente andando alla ricerca di un posto tranquillo che permetta di esprimersi ed essere ciò che si è, abbattendo ogni tipo di discriminazione ed ogni muro costruito dall’omofobia.

“Chi non esce dal bozzolo non diventa farfalla”, afferma Jean-Paul Malfatti, dedicando questo verso a tutti coloro il cui bozzolo si costituisce di giudizi, pregiudizi e isolamento. È un invito alla libertà, alla presa di coscienza della propria condizione e del peso di un bozzolo che soffoca l’individuo nell’espressione e accettazione di sé, anche se plasmato dalla propria famiglia. Non può sussistere alcun tipo di libertà laddove vi è discriminazione.