Università del Salento, Lecce

LA TECNOLOGIA: UN AIUTO O UN NEMICO?

LA TECNOLOGIA: UN AIUTO O UN NEMICO?

Consigliamo:
🎬 La visione dei film “Beata ignoranza” di Massimiliano Bruno e “The perfect Date” di Chris Nelson
📚 La lettura dei libri “Bassa risoluzione” di Massimo Mantellini e “Il cerchio” di Dave Eggers
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Oggi viviamo in un mondo in continua evoluzione, in cui essere veloci nel recepire i cambiamenti, adeguandosi alle nuove realtà, è la chiave per divenire e restare competitivi nel mondo del lavoro o comunque, più in generale, al passo con i tempi.

In un periodo difficile come quello che stiamo vivendo a causa dell’emergenza dovuta al Covid-19, si sente sempre più spesso parlare di “smart working”. Ma prima di questo nell’ultimo decennio si discuteva di smart city, smart economy e persino smart governance, dove il termine “smart” racchiude i concetti di migliore qualità di vita e miglior impatto ambientale, grazie all’utilizzo intelligente delle tecnologie. Basti pensare anche a smart watch, smart TV o, più comunemente, allo smartphone, i quali sono tutti dispositivi elettronici con funzionalità evolute rispetto ai comuni orologi da polso, televisori o telefoni cellulari.

Dall’inizio del secolo corrente assistiamo sempre più al dilagare della globalizzazione, un fenomeno di unificazione (economica, sociale e culturale) a livello mondiale, consentito dalla diffusione delle innovazioni tecnologiche. Ma c’è chi ritiene la tecnologia dannosa, un male che si è oramai annidato nelle nostre vite, rendendo le persone dei veri e propri “zombie da tastiera” o, per meglio dire, “schermo dipendenti”.

Questi nuovi mezzi di comunicazione ci hanno privati da un po’ di tempo dei semplici piaceri della vita. I bambini non escono più in cortile a giocare a pallone con gli amici, noi studenti non sfogliamo più le pagine ingiallite di vecchi romanzi, ne ascoltiamo la musica da lettori CD; i nostri genitori non acquistano più videocassette vuote per riprendere i momenti importanti della nostra vita. Videogiochi, e-book e smartphone sono oramai i protagonisti delle storie che un giorno racconteremo ai nostri nipoti.

E in questo momento così cupo e devastante, che la popolazione mondiale sta affrontando, la tecnologia è un male necessario. Tutti noi amiamo di tanto in tanto stare a casa a rilassarci, magari vedendo qualche film o una serie tv, o dedicandoci ai nostri hobby. In fondo a volte serve stare un po’ con noi stessi.

Ma come ben sappiamo, però, da soli ben presto ci si annoia. Ed ecco qui che la tecnologia ha fatto ancora una volta un passo verso di noi!

Tramite semplici dispositivi elettronici come un pc o uno smartphone è possibile fare videochiamate con amici e parenti, imparare a cucinare il nostro piatto preferito, seguire percorsi di allenamento o guardare qualcosa in streaming.

Ma questi strumenti non sono utilizzati solo a scopo di divertimento ed intrattenimento, bensì in questi giorni sono necessari a tutti noi studenti per seguire le lezioni, sostenere esami, continuare o iniziare l’attività di tirocinio o, addirittura, laurearsi, il tutto in modalità telematica.

Ma per fare tutto ciò, non solo bisogna possedere quantomeno uno dei strumenti indicati, è necessario avere una connessione a Internet, rete attraverso la quale ci è possibile rimanere connessi con il mondo esterno. Ciò richiede comunque uno sforzo economico che non tutte le famiglie italiane possono permettersi, soprattutto allo stato attuale.

Queste circostanze hanno evidenziato particolari mancanze del sud Italia, come l’assenza di infrastrutture di rete abilitanti di scenari fino ad ora non solo irraggiungibili, ma anche impensati.

È grave notare come, un virus che dovrebbe colpire tutti indistintamente, porti alla luce ancora una volta l’enorme divario presente tra Italia meridionale ed Italia settentrionale.

Perché il sud vive ancora in una situazione così instabile e discriminatoria? Partendo da Università non adeguatamente attrezzate con gli strumenti necessari a consentire a tutti gli studenti di affacciarsi alla teledidattica e andando a finire alle famiglie che sono costrette a condividere un pc (sempre se ne possiedono uno) per permettere ai genitori di lavorare ed ai figli di studiare.

È giusto però ricordare che la tecnologia è uno strumento molto potente e, se ben utilizzato, può salvare delle vite. Basti pensare agli sportelli per il supporto psicologico per gli studenti e per le loro famiglie che molte Università hanno aperto in via telematica, al fine di aiutare tutti coloro che risentono particolarmente il peso della situazione che stiamo vivendo; oppure alle applicazioni di supporto per le donne vittime di violenza da parte del compagno o marito.

Ma ciò che ha scaldato i cuori di tutti è il gesto compiuto da Cristian Fracassi, imprenditore bresciano, dottore in Ingegneria dei Materiali, il quale avendo ascoltato la terribile notizia di assenza di valvole per i respiratori e munito di una stampante 3D, ha stampato in meno di un giorno circa 100 respiratori, aiutando così in piccola parte la sanità italiana.

L’innovazione continua a progredire e nessuno dovrebbe restare indietro.

Per cui è giunto il momento di colmare quel divario che intercorre in campo tecnologico tra i due poli del nostro paese.

Di fatto questa emergenza non dovrebbe lasciarsi dietro “macerie” di un sistema non equo, ma dovrebbe operare da collante per un paese più unito.