Università del Salento, Lecce

Contributo alloggio negato, UDU Lecce: “Ancora sulla pelle degli studenti”

Negli ultimi giorni, ad oltre un mese dall’avvio delle lezioni universitarie, A.Di.S.U. Puglia contatta tramite e-mail i 280 studenti idonei non beneficiari di posto alloggio nelle graduatorie definitive per comunicare ufficialmente l’acquisizione della struttura Pastor Bonus e, quindi, l’ulteriore disponibilità di 100 posti letto. Nel farlo, però, nonostante le graduatorie definitive siano state pubblicate quasi 15 giorni addietro ed il termine ultimo per l’accettazione degli alloggi fosse indicato nel 24 ottobre per gli studenti iscritti al primo anno e 17 ottobre per gli studenti iscritti ad anni successivi, A.Di.S.U. sottolinea nella medesima e-mail che “in mancanza di accettazione del posto alloggio entro il termine, Ella perderà lo “status” di fuori sede e verrà considerato pendolare.” Si tratta di una misura di penalizzazione, da bando riservata a coloro che, risultati nelle graduatorie idonei al posto alloggio per i 354 posti banditi per la sede territoriale di Lecce, decidano di rifiutarne la locazione. 

E’ impensabile che, post graduatorie definitive ed in tremendo ritardo rispetto alle tempistiche didattiche dell’Università del Salento, si decida di bandire dei posti aggiuntivi, non previsti nel Bando “Benefici e Servizi” Anno accademico 2019/2020, e si pensi di penalizzare coloro che, essendo risultati idonei non beneficiari in un documento ufficiale dell’A.Di.S.U. Puglia, quali le graduatorie definitive stesse, abbiano stipulato un contratto di locazione privato poiché lo stesso bando prevede che tutti coloro risultati non beneficiari possano usufruire di un contributo alloggio di euro 1858,00 presentando regolare contratto di locazione di almeno 10 mesi. E’ altresì impensabile che si pensi di attuare una simile penalità attraverso una mera comunicazione via e-mail, senza la stesura di alcun documento ufficiale che possa garantire trasparenza nella procedura. 

Il ritardo nelle tempistiche in merito alla presa in carico della struttura Pastor Bonus è imputabile alla sola responsabilità di chi, consapevole che la tardiva presa in analisi di un edificio nel mese di settembre avrebbe comportato tempistiche tecniche troppo ampie e che si sarebbe finito con lo sforare la pubblicazione delle graduatorie definitive, ha deciso di avviare comunque la procedura presentandola come fattibile ed, inoltre, non ha pensato di rendere partecipi gli studenti interessati in merito agli aggiornamenti sull’evolversi della situazione. 

Gli studenti si sono quindi trovati, ad ottobre inoltrato e con le lezioni iniziate da diverso tempo, nella posizione di non avere certezza alcuna in merito all’effettivo aumento dei posti alloggio ed hanno quindi provveduto autonomamente alla ricerca di soluzioni alternative. 

Chiediamo, perciò, all’Assessore al Diritto allo Studio Sebastiano Leo ed al Direttore Generale dell’A.Di.S.U. Puglia Gavino Nuzzo, di assumersi le proprie responsabilità e di non lasciar pagare gli studenti per i propri errori decurtando oltre 2mila euro alla borsa di studio di coloro che, messi in una situazione di disagio dall’A.Di.S.U. Puglia, si trovano ora a pagare le conseguenze di un’organizzazione superficiale e poco accorta.

“Da anni chiediamo soluzioni per l’emergenza abitativa leccese e, solo in prossimità dell’inizio del nuovo anno accademico, con estremo ritardo, si è deciso di muoversi in tal senso.Non resteremo ora silenti mentre 280 studenti rischiano di vedere decurtati dalla propria borsa di studio oltre 2mila euro perchè chi di dovere non è stato in grado di tutelare il loro Diritto allo Studio. Parliamo di studenti con gravi difficoltà economiche che hanno stipulato un contratto d’affitto fiduciosi che potessero usufruire dei benefici previsti da bando e si vedono ora, incolpevoli, privare di un diritto.” dichiara Margherita Nocco, responsabile organizzazione Udu Lecce.

Lorenzo D’Amico, portavoce Udu Lecce, aggiunge: “Parliamo di un diritto costituzionalmente garantito, il Diritto allo studio, di cui la residenzialità studentesca è parte integrante. E’ inaccettabile che gli studenti vengano messi nelle condizioni di non poter accedere ad un proprio diritto. Saremo al fianco degli studenti in questa battaglia, continuando a farci portavoce delle loro ragioni e mobilitandoci per permettere loro di accedere ad ogni beneficio che dovrebbe essere garantito”.