Università del Salento, Lecce

Conferenza Adisu Puglia. Studenti Indipendenti – UDU Lecce: “Bene copertura totale borse di studio, ma è ancora emergenza posti alloggio”.

Si è tenuta oggi una conferenza stampa indetta dall’Adisu Puglia per trattare delle nuove misure messe in campo per il nuovo anno accademico, oltre ai risultati ed obiettivi perseguiti nell’anno accademico in corso, come la copertura totale delle Borse di Studio. Si tratta di risultati senza dubbio importanti, che rendono la Regione Puglia una delle eccellenze del Diritto allo Studio nazionale. Permangono tuttavia delle importanti falle che, affermano da Studenti Indipendenti – Udu Lecce, a distanza di un anno dalla passata conferenza in cui il tema venne affrontato, non risultano essere ancora state risolte.

Ci ritroviamo nuovamente ad esprimere rammarico per la già discussa situazione dei posti alloggio nella sede territoriale di Lecce. L’Adisu Puglia, spesso tacciata di baricentrismo, riconferma questa tendenza a mettere in secondo piano le falle del Diritto allo Studio leccese. Nonostante le promesse e le parole date, la problematica alloggi non ha visto alcun miglioramento e, a pochi mesi dall’apertura del nuovo anno, la carenza di posti letto risulta confermata.

Lo scorso anno venne proposta una soluzione tampone identificata nella misura dello studentato diffuso, contro il quale Udu Lecce si schierò apertamente, esprimendo i propri dubbi in merito alla privatizzazione di quello che dovrebbe essere un diritto fondamentale della comunità studentesca. 

Non vogliamo che il Diritto allo Studio finisca in mano ai privati. Il nostro intento è quello di perseguire una concezione del Diritto allo Studio pubblico e di qualità, con un impegno concreto da parte delle istituzioni per avere una nuova struttura pubblica come Casa dello Studente a Lecce, città che da anni vive un’emergenza critica abitativa. Siamo fermamente convinti che attribuire a privati l’erogazione di un servizio tipicamente pubblico (importantissimo nelle ricadute che ha sul principio costituzionalmente garantito del diritto allo studio) porti con sé un consistente abbassamento della qualità. Oltre a ciò rileviamo che una simile soluzione darebbe vita ad una situazione di disparità tra gli studenti assegnatari di posto alloggio in uno studentato e gli studenti che usufruirebbero di un alloggio privato.

In quella sede dalla stessa associazione vennero fatte pressioni per adottare misure alternative nel breve termine, come l’anticipo dell’erogazione della quota alloggio e l’utilizzo di contratti a canone concordato, che permettono di stabilire con le parti interessate un tetto massimo di affitto ed utenze per gli studenti universitari, calmierato anche in base all’Isee. Nel lungo termine, invece, venne sottolineata la necessità di identificare sul territorio una struttura presso cui realizzare un nuovo studentato, tramite l’impiego di strutture pubbliche abbandonate e spazi in disuso, avvalendosi di fondi appositi per la costruzione e la riqualificazione di strutture come il Bando previsto dalla Legge 338/2000.

L’ipotesi dello studentato diffuso, rivelatasi poi fallimentare a cause della mancata partecipazione alla gara d’appalto, è stata riproposta quest’anno per decisione del CdA del 25 marzo, concludendosi con un nuovo fallimento.

Ad oggi nessun progresso risulta essere stato fatto. – continuano da Udu Lecce – Ad oltre un anno di distanza ci ritroviamo a non avere ancora un serio e ragionato piano d’intervento, ma solo parole che continuano a concludersi in un nulla di fatto. Ci aspettiamo che si inizi a pensare seriamente ad una soluzione a lungo termine e, forti della ragione dataci della realtà dei fatti, auspichiamo che l’idea dello studentato diffuso venga finalmente abbandonata, ritenendo insensato continuare ad insistere su un progetto rivelatosi fallimentare oltre che controproducente per la comunità studentesca. Noi continueremo a monitorare la situazione, essendo nostro dovere lottare in difesa degli interessi degli studenti e protestare contro ogni situazione che leda i loro diritti. Attendiamo con ansia che si inizi a pensare anche alla città di Lecce, oltre che alle altre sedi pugliesi.